Fui minacciato:
BASTARD! I'm gonna get ya!
Ti chiami Raul Suarez, lo dico a tutti
Come infermiere lavori in questa clinica
E per avermi fatto passare momenti cosi'
brutti
Non potresti avere una ragione piu'
cinica.
A San Juan di Portorico sei nato e
cresciuto
Come unico figlio, ti hanno messo su un
podio
Quel disprezzo per la cultura ti hanno
insegnato
Che ora trasferisci su me facendomi
oggetto di odio.
Non vedi piu' in me l'essere umano
Rappresento per te un capro espiatorio
L'ira ti accende e mi colpisci con la tua
mano
E con i vari altri mezzi del tuo
repertorio.
Non mi riconosci, ma son io tuo fratello
Come te ho un cuore e dei sentimenti
Soffermati un poco e pensa un po' a
quello
Che proveresti tu nei miei stessi
indumenti.
Non provo per te rabbia o rancori
Forse se fossi nella tua posizione
Farei come te, o come quei dottori
Che nutrono odio per questa prigione.
Ti incoraggio a vedermi per quello che
sono
Non un concetto, ma un uomo che prova
Dolore ed emozioni, e che concede il
perdono
A chi dentro se stesso la compassione non
trova.
Viviamo in un mondo afflitto da questo
Non vediamo negli altri i nostri fratelli
Ci identifichiamo in poco ad esclusione
del resto
I nostri concetti sono i piu' giusti e i
piu' belli.
Differenziamo fra costumi e convenzioni
Perfino all'interno della nostra stessa
cultura
Ma io sogno che un giorno le nostre
azioni
Rispecchieranno una visione piu' profonda
e matura.
Quanto tempo dovra' ancora passare
Quanti contriti cuori e sofferenze
Per poter finalmente iniziare ad amare
Oltre la barriera delle differenze?
Questo e' un grido dello Spirito in me
Un tumulto che nell'anima si espande
La ragione delle mie esperienze ed il
perche'
L'essere QUI e' per me un dono cosi'
grande.
Giulivo
Bastardi, Reparto #0179 dell'"Istituto",
Novembre 28, 2000
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