Le mie parole sono
gocce catturate dalla percezione che
trasudano da questo immenso canale che
pulsa al flusso di un'infinita' di
stimoli, e frammenti di stimoli, ora
intelligibili, ora inintelligibili, un
continuo alternarsi di luminosi sprazzi
di genialita' che mi collegano in solida
comunione con l'infinito e gelidi tratti
di un vuoto in cui il buio sovrasta
sovrano e la sola coscienza che rimane e'
quella di un cuore contrito ed una
distante solitudine che non raggiunge
confini: ed e' solo il remoto, fievole
ricordo dell'unita' con il Tutto a
prevenire il totale annientamento dell'essere.
Giulivo
Bastardi, Reparto #0179 dell'"Istituto",
Novembre 16, 2000
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