Introduzione

Il mio nick (e forse anche vero nome in RL, chissa'?) e' Giulivo Bastardi.


Esiste un alone di mistero intorno a questo nome ed alla mia persona, e questo per ragioni ben precise. A volte il mistero serve a celare quanto certe circostanze non permettono di dischiudere, anche se e' vero che spesso diventa un fine a se stesso, uno spicciolo metodo per generare attenzione nell'effimero che fa leva sull'attrattiva che cio' che e' sconosciuto ha sullo spirito umano.

Buona parte del materiale pubblicato in queste pagine e' stato derivato dai miei interventi in vari gruppi di discussione Usenet. Lo scopo di queste pagine e' quello di schiudere l'uscio di un mondo spesso volutamente ignorato, perche' molto scomodo, a chi, spinto dalla propria curiosita', e' incline a concedergli una seppur furtiva occhiata; a volare, per cosi' dire, naturalmente con la dovuta distanza e precauzioni del caso, sul famigerato "nido del cuculo". Ci riferiamo qui al mondo delle malattie mentali e delle istituzioni che ad esse sono state assegnate, ma questa volta percepite attraverso gli stessi occhi e punti di vista del malato.

Alcuni, riferendosi alle informazioni emergenti dai miei scritti, sono arrivati alla conclusione che io sia un degente psichiatrico in una clinica situata in qualche "oscuro" stato del Sud America, mentre altri mi hanno visto come membro dell'organizzazione direttiva di un ipotetico istituto per la salute mentale con sede in Austria. Non nego o confermo l'una o l'altra ipotesi e mi limito a commentare che entrambe sono espressioni apparentemente opposte della stessa situazione: soventemente lo psichiatra e' egli stesso un paziente che trasferisce al di fuori di se, proiettandolo sui suoi pazienti, quanto di irrisolto porta dentro per poter meglio analizzare e comprendere (e questo soltanto nella migliore delle ipotesi) sia se stesso che coloro i quali a lui si affidano, talvolta fiduciosamente e talvolta perche' costretti da certe circostanze, attraverso il cosiddetto "metodo scientifico".

Ammetto di essere stato criticato, fra le varie altre cose, per il mio modo di esprimermi in un italiano che, a detta di alcuni, assumerebbe talvolta un carattere marcatamente "ottocentesco" e che renderebbe la lettura dei miei scritti piu' difficoltosa del necessario per il moderno lettore. Chissa', forse questo e' dovuto al fatto che sono affetto da MPD (Multiple Personality Disorder) e che una parte di me "risiede" in un differente periodo storico. O forse la causa e' differente. Trovo molto sorprendente che la nozione secondo la quale esiste sempre una ragione ben definita per ogni evento che percepiamo sia cosi' al di fuori della portata di molti. Sono in parecchi ad arrestarsi di fronte alle apparenze, alla superficialita' delle cose, a lasciarsi bloccare da quella forma esteriore che cattura la visione e conduce al facile giudizio affrettato, da quella convenzionalita' che generalizza, cosicche' poco spazio rimane per riuscire ad individuare il contenuto reale di cio' che e'.  Pochi si domandano veramente quale sia la ragione di essere delle cose, quale sia la loro reale funzione, e si vendono per pochi spiccioli all'apparenza, alla forma, criticando aspramente ancor prima di aver tentato di comprendere.
Spesso mi domando: "Perche'?"

Una osservazione: ultimamente ho ricevuto numerose e-mails da parte di individui che, dopo aver letto parte di quanto ho scritto, sentono il bisogno di comunicarmi che non sono interessati a leggere quanto ho da dire….
Fortunatamente per me, la cartella medica delle patologie che mi affliggono non include fra esse una sindrome megalomaniaca che mi vede al centro dell'Universo e che mi fa percepire di essere il perno sul quale ruota il mondo.  Se cosi' non fosse, sicuramente mi ritroverei a rispondere a tutti i messaggi contenuti in tutti i gruppi di discussione su Usenet, ed anche altrove, a cui NON sono minimamente interessato, ed inoltre ad inviare un mio comunicato a tutti i webmasters degli innumerevoli siti per cui NON ho il minimo interesse, proprio per rendere noto il fatto che non ne sono interessato….
Il punto, sostanzialmente, e': se non sei interessato in questo sito, vai pure altrove, la Wide World Web e' abbastanza grande ed offre spazio per l'espressione di tutti quelli che hanno qualcosa da dire. Nel caso in cui notificare il tuo disinteresse dovesse essere il tuo passatempo preferito, o un impulso che non riesci a resistere, benissimo, procedi pure con l'inviarmi un tuo comunicato, ma di certo non aspettarti una mia risposta.

Infine, benche' sia mio profondo desiderio di rispondere ad ognuna delle e-mail a carattere costruttivo che mi vengono inviate, sfortunatamente, a causa dei miei vari impegni, priorita' e vicissitudini, la cosa non mi e' fisicamente possibile. Vi prego percio' di scusare gli eventuali ritardi e tutte le e-mails che non hanno trovato una risposta.



Giulivo Bastardi, Reparto #0179 dell'"Istituto", Novembre 29, 2000

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