Come attivo
corrispondente al newsgroup it.discussioni.leggende.metropolitane
mi domando quale sia l'autentico
significato di questa mia partecipazione
ad un gruppo che si autodefinisce parte
di un "mondo dove la normalita` sta
nel raccontare balle a tutto andare"
e dove "capire fino in fondo le
nostre menti contorte di cuggini "
sembra essere il requisito principale per
esserne parte e potersi cosi' addentrare
"nel manicom... pardon, nel ng degli
IDLMari".
Il fatto che nel '78 sia stata approvata
in Italia una legge che prevede
formalmente il superamento dei manicomi
potrebbe apparire ad alcuni come una
notizia rassicurante che confermerebbe il
progresso verso l'abolizione di quella
segregazione costituita dal giudizio
psichiatrico che e' stato fonte di
repressione sia politica che culturale
per gia' troppi individui nel corso di
una larga parte della storia dell'umanita'.
Confermerebbe inoltre una promettente
proliferazione di ngs come it.discussioni.leggende.metropolitane
;-)
Ma se e' vero che le vecchie istituzioni,
per la verita' in maggioranza
sostanzialmente immodificate, non possono
piu' accogliere nuovi degenti, a questo
compito sono adibiti reparti di ospedale
civile che svolgono in tutto e per tutto
le funzioni repressive degli istituti di
una volta, e questa e' una realta' di cui
sono testimone ogni giorno. Il fatto è
che la cultura e il costume restano
quelli favorevoli alla reclusione e all'internamento.
Le cose non sono cambiate. In molti paesi
e' ancora vigente l'uso del giudizio
psichiatrico come metodo repressivo a chi
si oppone all'ordine costituito e allo
status quo. Per esempio, in
Cecoslovacchia fino a tempi recenti
veniva praticata la castrazione, sia
maschile che femminile, come 'terapia' (leggi
'deterrente') per quei pazienti che si
dimostravano piu' resistenti alla 'remissione'.
In quel contesto, questo sarebbe stato un'ng
di eunuchi.
La realtà manicomiale, che si può
toccare perché è fatta di pareti, è
ben poca cosa di fronte alla diffusione
del concetto stesso di manicomialità che
si fonda esclusivamente sulla persistenza
del giudizio psichiatrico. Finché non
sarà abolito il giudizio psichiatrico la
realtà della segregazione continuerà a
fiorire dentro e fuori le pareti dei
manicomi.
Per fare un paragone preciso all'interno
della stessa cultura, è chiaro che non
è possibile abolire la segregazione
razziale senza superare il razzismo. Il
tutore dell'ordine costituito o il
sostenitore della moralità dei costumi
tradizionale che dà il giudizio di
deviante a una persona che non rispetta l'attuale
tipo di organizzazione sociale (avendo
pensieri o comportamenti differenti da
quelli prescritti), legittima di fatto la
segregazione. Diversa è la cultura di
chi pensa che per la nostra specie sono
possibili moltissimi pensieri e
comportamenti indipendentemente dalle
convenzioni.
La tradizione psichiatrica sostiene
generalmente l'ipotesi che i pensieri e i
comportamenti che non ci piacciono siano
dipendenti da un difetto del cervello.
Se proviamo al contrario a considerare
opinioni e comportamenti dei singoli
individui senza prendere per punto di
riferimento quello che pensa o che fa la
maggioranza in un determinato momento
storico, cominciamo ad avere uno scambio
libero di punti di vista personali e di
modi di fare individuali. I problemi dell'intolleranza
nascono dal fatto che alla generalità
delle opinioni si attribuisce un
carattere di norma obbligante per tutti.
Per questo è preferibile parlare di
generalità e non di normalità degli
atteggiamenti.
La semplificazione della vita individuale,
come la semplificazione nella storia dei
popoli, non serve alla conoscenza né
allo sviluppo della creatività, ma è
stata ed è utile alle ideologie del
controllo sociale e alle dottrine del
dominio e dell'aggressione.
La ricchezza della vita dell'individuo
non deve essere ridotta a schemi, né
quelli della psichiatria, né quelli
della psicologia e della psicanalisi.
Essere 'IDLMaro' rappresenta per me una
proclamazione di questa liberta'
individuale che deve essere ritenuta
sacra ed inviolabile. Vivere alcuni
momenti in certi spazi riservati alla
balla che diventa realta' e' stimolo
indirizzato alla creativita' individuale.
Comprensione, e percio' apertura mentale
alla "mente contorta del cuggino"
si trasforma in abolizione del concetto
stesso di giudizio psichiatrico
repressivo. L'idea di "manicomio"
diventa normalita' e percio' libera l'individuo
dalla segregazione di una "normalita'
convenzionale". Abbiamo qui a che
fare con un concetto che e' possibilmente
piu' vasto e profondo di quanto il
partecipante all'ng e' in grado al
momento di percepire od esprimere, e
questo include il sottoscritto. Ma e' un
inizio promettente, ed un inizio a cui mi
sento onorato di fare parte.
Giulivo
Bastardi, Reparto #0179 dell'"Istituto",
Novembre 21, 2000
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